La necessità fisiologica dell'uomo per l'acqua nel corso della storia. Gli acquedotti nelle antiche civiltà, dagli egizi fino ai romani.


Gli acquedotti sono grandi opere essenziali per lo sviluppo delle civiltà che hanno studiato sistemi per l'approvvigionamento dell'acqua fin dall'antichità.

I popoli egizi avevano, infatti, creato sistemi per incanalare l'acqua, in particolare per esigenze legate all'agricoltura, e lo stesso avvenne in Cina dove gli acquedotti resero possibili le sterminate risaie.

La perizia dei romani nel realizzare queste grandiose opere è nota ed anche per merito degli acquedotti che portavano l'acqua nelle abitazioni, alle terme e alle fontane è immortale la fama della città eterna.

Per comprenderne l'importanza basti ricordare che nella capitale dell'Impero gli acquedotti si estendevano per circa 350 chilometri, in piccola parte visibili in superficie dal momento che la maggior parte delle tubazioni era interrata.

Tra gli acquedotti visibili ricordiamo in particolare quello dell'Acqua Marcia nel quale venivano convogliate le acqua dell'Aniene, affluente del Tevere.

Come gli altri acquedotti era interrato per chilometri, ma ove visibile era formato da diversi archi i quali rappresentano una delle prime opere monumentali di Roma.